Nate ament, il sogno italiano: da pisa alla nba, un'ascesa incredibile
Il Draft NBA 2026 ha regalato una scintilla di speranza al basket italiano, ma non solo. La chiamata numero 13 dei Milwaukee Bucks a Nate Ament, un giovane talento americano con passaporto tricolore, è la punta di una Storia che sa di romanzo, un intreccio di destini, adozioni e un profondo legame con la Toscana, pronto forse a coronarsi con una maglia azzurra.
Un viaggio dalle radici ruandesi alla corte dei bucks
Ament, 19 anni e 208 centimetri, ha trascinato la Tennessee University fino alle Elite Eight del Torneo NCAA, mostrando un potenziale che ha stregato i Bucks, disposti a cedere una risorsa come Giannis Antetokoumpo (in un accordo già definito) per assicurarsi le sue mani. Ma c'è un dettaglio che rende questa acquisizione ancora più speciale: Nate possiede anche il passaporto italiano, ereditato da sua madre, Godelive Mukankuranga, una donna ruandese con un passato drammatico.
La Storia di Godelive è un atto di coraggio. Fuggita dalla persecuzione etnica in Ruanda da adolescente, è stata adottata da una coppia di Pisa, un gesto di umanità che le ha permesso di ricostruire la sua vita. Lì, in Toscana, ha incontrato Albert Ament, un ex giocatore di basket collegiale americano, poi sposato e trasferito negli Stati Uniti, dando vita a una famiglia di quattro figli, di cui Nate è il più giovane. Un'eredità di resilienza e speranza che ora si fonde con il sogno del basket professionistico.
“Nate è un bravo ragazzo, è tutto quel che una mamma può chiedere,” ha dichiarato Godelive, visibilmente emozionata durante il Draft, testimoniando l'importanza dei valori trasmessi ai suoi figli, un'etica del lavoro che ha permesso a Nate di raggiungere traguardi incredibili. La sua infanzia, segnata da sacrifici e dalla forza di una madre che ha lavorato a più lavori per permettergli di inseguire la sua passione, è un esempio di determinazione e dedizione.
A livello di gioco, Ament è un'ala versatile, capace di eccellere sia in attacco che in difesa. Nonostante una percentuale di tiro del 39.9% e un 33% da tre punti, il suo impatto a Tennessee è stato significativo, grazie alla sua capacità di difendere con aggressività e di adattarsi a diversi ruoli sul campo. Un prospetto intrigante, che potrebbe portare una ventata di freschezza e talento ai Bucks.
Ma la domanda che tutti si pongono è: Nate Ament sceglierà di giocare per la Nazionale italiana? Dopo i tentativi falliti con Paolo Banchero e Donte DiVincenzo, la Federazione italiana potrebbe avere trovato il suo lungo ideale, un giocatore con un legame profondo con il nostro Paese, pronto a onorare la maglia azzurra e a scrivere una nuova pagina nella Storia del basket italiano. Un sogno, forse, ma un sogno che profuma di Toscana e di resilienza ruandese.

Il passato e il futuro: un intreccio di destini
La nonna di Nate, vicina di casa di Patrizia Paoletti (volontaria Unicef, Fao, Unesco) in Ruanda, ha giocato un ruolo chiave nel suo percorso. Fu Paoletti a conoscere Godelive durante i suoi interventi umanitari e a spingerla a proseguire gli studi in Italia, offrendole una via di fuga dalla violenza e dalla discriminazione. Un gesto che ha cambiato per sempre la vita di Godelive e, di conseguenza, quella di Nate, che ora ha l'opportunità di realizzare il suo sogno di diventare un giocatore NBA e, chissà, di vestire la maglia della Nazionale italiana.
Nate, che ha visitato il Ruanda con la sua famiglia nel 2016 e nel 2020, è consapevole delle proprie radici e del sacrificio della sua famiglia. Le parole di sua madre risuonano come un mantra: “Lavora sodo e potrai ottenere qualsiasi cosa”. Un insegnamento che lo ha spinto a superare ogni ostacolo e a raggiungere l'apice del suo talento. E ora, mentre i riflettori puntano su di lui, Nate Ament è pronto a dimostrare al mondo di cosa è capace, portando con sé la forza del suo passato e la speranza di un futuro luminoso.