Serie B: Diamanti e il debutto in B:
Nicola Binda, 5 agosto - 08:40 - MILANO
nLa Sana Follia di Alessandro Diamanti
nLa tesi di Alessandro Diamanti a Coverciano ha un titolo che dice tutto: “La Sana follia”. Diamanti la definisce “la necessità che ogni professionista ha di esprimere, attraverso il gioco, la passione che lo ha portato a quel livello”. Il suo è un percorso cominciato a Prato e arrivato in Nazionale, che poi si è sviluppato tra Inghilterra, Cina e Australia, e oggi lo porta in panchina, preparando il debutto con il Cesena, con “il coraggio di tenere viva la passione in un contesto che tende a spegnerla”.
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Passione e Ambiente Positivo
nPer Diamanti, la passione è la chiave di tutto: “Se uno lavora in un ambiente positivo col giusto atteggiamento, il divertimento e la passione fanno la differenza. La tecnica e la tattica le insegnano tutti, invece devi essere dentro alle cose che fai”. Non è stata il Cesena a spingerlo verso questa “follia”? “Non deve chiederlo a me. Avevo altre possibilità, quindi erano in diversi a voler fare questa follia”.
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Studio e Giovani
nDa calciatore ha fatto una gavetta che l’ha fatta arrivare in A pronto. Ora ha bruciato le tappe. “È dal 1989 che sono sui campi di calcio, ho fatto tutte le categorie in tutto il mondo. E studio tanto, sono curioso. Con i giovani - non solo nel calcio - c’è sempre scetticismo. Ho giocato con Verratti giovane, era più maturo lui di tanti vecchi”.
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Il Rapporto Umano e l'Influenza di Guardiola
nDiamanti ha studiato Guardiola, Ancelotti, Klopp, alcuni tra i migliori. “Il rapporto umano è la prima cosa, in ogni lavoro. L’ambiente calcio è spietato e leva umanità, bisogna difenderla e mantenerla. E sono i calciatori che salvano la vita agli allenatori”. Un anno fa c’era stata la possibilità di lavorare con Guardiola, poi lui ha fatto altre scelte. “Ma è stata una bella soddisfazione stare con lui e imparare tanto”.
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Maestro Bisoli e Motivazioni
nA Cesena ha scritto pagine d’oro Paolone Bisoli, che è stato anche suo maestro a Prato. “Sì, è stato uno dei 2-3 che mi ha dato lo switch, forse il primo: mi ha dato certezze e mi ha fatto capire cosa vuol dire essere professionali”. Ha scritto: “Più si creano motivazioni, più elevati potranno essere i risultati”. L’ha imparato da lui? “Sono stato capitano, ho sempre trascinato le squadre prendendomi le responsabilità. Bisogna toccare i tasti giusti nei giocatori, anche se le motivazioni dovrebbero averle da soli, visto che facciamo un lavoro che sognavamo da bambini”.
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Il Sistema di Gioco e il Coraggio
nChe sistema di gioco farà? “Vario molto, mi piace il calcio aggressivo e propositivo. Non è questione di moduli, che non esistono più, ma di principi”. Nel torneo scorso le squadre e gli allenatori più coraggiosi in Serie B sono andati lontano. “Sono sempre stato un combattente e un fantasista, il coraggio non deve mai mancare: chi non ne ha, con me non gioca”.
nTecnologia e Stomaco
nNella tesi parla così della tecnologia: “Non ha sostituito la capacità dell’allenatore di interpretare le emozioni”. “Come diceva la mia nonna: tutto fa brodo. Tutto aiuta, ma alla fine ti devi fidare del tuo stomaco, dell’occhiometro. Un dato può aiutare, ma sono le sensazioni che cambiano tutto”.
nLa Sana Follia
nHa scritto anche: “La sana follia è la struttura che libera la passione, non la soffoca”.
