Partizan-milan, bomba di mijatovic: 'non coinvolto nella cessione di kostic, statuto violato!'
Il calciomercato è sempre teatro di colpi di scena, ma la situazione che si è creata attorno all'affare Andrej Kostic, passato al Milan, ha raggiunto livelli inaspettati. Pedrag Mijatovic, vice direttore sportivo del Partizan Belgrado, ha lanciato una vera e propria bomba, contestando apertamente la decisione di cedere il giocatore ai rossoneri e denunciando una grave violazione dello statuto societario.

Un comunicato a dir poco infuocato
La reazione di Mijatovic è arrivata attraverso un comunicato ufficiale, in cui esprime la sua totale disapprovazione per la cessione di Kostic. L'uomo, visibilmente irritato, ha dichiarato di non essere stato assolutamente consultato riguardo alla trattativa con il Milan, aggiungendo di non aver nemmeno visto l'offerta del club milanese. Un'affermazione che, di per sé, getta ombre sulla gestione interna del Partizan.
“Mi sento in dovere di rivolgermi ai tifosi del Partizan, ma anche al resto del pubblico sportivo, e di precisare chiaramente che prendo completamente le distanze da tale decisione,” ha dichiarato Mijatovic, lasciando trasparire una profonda delusione e, forse, anche un velato accuso nei confronti degli altri membri del consiglio di amministrazione.
Mijatovic non si è fermato qui, sollevando dubbi sulla sostenibilità del modello di business del Partizan. “È questo il modo in cui il club intende operare in futuro, vendendo i suoi calciatori più promettenti a parametro zero? Cosa significa per il futuro del club?” ha chiesto retoricamente, sottolineando come la cessione di Kostic, a suo dire, crei un precedente pericoloso.
L'amarezza del dirigente si è fatta sentire anche quando ha parlato delle clausole rescissorie presenti nei contratti dei giovani talenti del Partizan. “Tutti i nostri giocatori hanno clausole rescissorie multimilionarie,” ha ribadito, sottolineando come la cessione di Kostic rappresenti una perdita significativa per il club, sia dal punto di vista economico che sportivo.
La situazione si fa ancora più complessa se si considera che Mijatovic rivela di aver avuto, negli ultimi mesi, intensi contatti con diverse squadre europee interessate ai giovani del Partizan. “Ho chiarito a tutti che tutti i nostri giocatori hanno clausole di rescissione multimilionarie e che la politica del club è quella di valorizzare adeguatamente il loro talento e il loro potenziale calcistico,” ha spiegato, lasciando intendere che la cessione di Kostic sia stata una scelta anomala e in contrasto con la linea guida del club.
L'episodio rischia di innescare una crisi interna al Partizan, con Mijatovic che, nel suo comunicato, ha lanciato un appello al consiglio di amministrazione affinché convochi un'assemblea straordinaria per definire il futuro del club. La vicenda Kostic è solo la punta dell'iceberg di una situazione più complessa, che mette a rischio la stabilità economica e sportiva del Partizan Belgrado.
La vicenda, al di là delle implicazioni interne al Partizan, solleva interrogativi interessanti sul mercato dei giovani talenti e sulla necessità per i club di proteggere i propri asset più preziosi. L'affare Kostic, in questo senso, rappresenta un campanello d'allarme per tutto il mondo del calcio.