Milan-torino: allegri sfoga la rabbia, poi scherza con l'età!

Sabato sera a San Siro, più che una partita, un teatro delle emozioni. Massimiliano Allegri, apparentemente sereno, ha mostrato un lato inaspettato, sfogando la frustrazione con il quarto uomo in un acceso scambio di battute che ha fatto temere il peggio. Ma, come spesso accade, il fuoco si è spento rapidamente, lasciando spazio a sorrisi e battute sull'età.

La lite con il quarto uomo: un momento di tensione

Quando l'arbitro Doveri ha convalidato il rigore per il Torino, la reazione di Allegri è stata immediata: un grido di protesta, un'occhiata carica di disappunto e poi la frase che ha fatto sobbalzare i presenti: “Mi fate passare la voglia di stare calmo. Così io smetto di allenare!”. Un'esplosione di rabbia, dettata probabilmente dalla pressione e dalla sconfitta contro la Lazio, che ha momentaneamente scosso l'ambiente rossonero. Ma l'allarme è durato poco.

A fine partita, però, Allegri ha completamente cambiato registro. Scherzando, ha attribuito l'accaduto alla sua età: “È la foga del momento (ridendo). Inizio ad andare avanti con l’età, non vorrei che il cuore cedesse!”. Una battuta che ha allentato la tensione e dimostrato la sua capacità di gestire le emozioni, anche quelle più forti.

Corsa champions: lo sguardo rivolto a napoli

Corsa champions: lo sguardo rivolto a napoli

L'attenzione di Allegri, però, non si ferma alla lite con il quarto uomo. La corsa Champions è apertissima e il Milan sa di dover lottare fino alla fine. “Quando si arriva in fondo alla stagione, bisogna pensare a vincere e allo stesso tempo guardare la classifica”, ha dichiarato il tecnico rossonero. “Scudetto? Noi guardiamo dietro, questa è una vittoria in meno per il nostro obiettivo prioritario (la qualificazione alla Champions, ndr). A Napoli sarà una bella serata di calcio tra la seconda e la terza in classifica”. L'Inter, per ora, è un miraggio lontano, ma la partita contro il Napoli si preannuncia come un vero e proprio scontro diretto per la qualificazione alla Champions League.

E poi, c'è un altro aspetto da considerare: la gestione dei giocatori. Fullkrug, ad esempio, non è stato brillante come previsto. “Ha avuto un po’ di difficoltà nel primo tempo, nel secondo è andato meglio – ha spiegato Allegri –. Tutti, vale anche per Jashari, quando non hanno continuità, faticano. E’ normale”.

Allegri, al culmine dei suoi 58 anni, dimostra di avere ancora la grinta e la passione per il calcio. E, soprattutto, la capacità di trasformare una potenziale crisi in un'occasione per sorridere e guardare avanti. La lezione è chiara: anche un allenatore può avere i suoi momenti di follia, ma poi tornare con il sorriso.