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Maldini: “Guardiola era vicino, già scriveva le formazioni. Malagò ha rivisto i patti, inaccettabile”

In un'intervista al Corriere della Sera, l'ex dt azzurro racconta gli ultimi giorni caldi, dalla scelta del ct alle dimissioni: “Siamo stati a pranzo con Guardiola, era tentato, ha detto 'Datemi un euro in meno dell'ultimo ct', ma poi ha rifiutato per stanchezza. Pirlo escluso con un pretesto, è preparatissimo”.

Un Addio Amaro e Ricordi di un Mito

È un Paolo Maldini schietto quello che si confessa al Corriere della Sera, tra la perdita di un amico, Franco Baresi, e le vicende riguardanti la Nazionale, prima abbracciata con il ruolo di direttore tecnico e poi abbandonata dopo 16 giorni per “divergenze” con il neoeletto presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò. “Oltre a una profonda tristezza – dice l'ex difensore del Milan e dell'Italia – ho rivisto gli ultimi quarant’anni della vita di Franco. Venticinque li ho passati con lui. Non è stata soltanto un’amicizia. Quando giochi al fianco di una persona, stai con lei i giorni e le notti, ti diverti insieme, soffri insieme, vinci insieme, ti leghi in modo indissolubile. Franco Baresi per me è stato un esempio di leadership perfetto per il mio carattere, che allora più di adesso era introverso, chiuso. Lui mi mostrava come volevo essere: poche parole, tanti fatti”.

Carriera e Carattere: Intransigenza e Valori

Carriera e Carattere: Intransigenza e Valori

Una carriera inimitabile (902 presenze con il Milan, sette scudetti, cinque Champions, 126 presenze in Nazionale di cui 74 da capitano) e un carattere “difficile”? “Non lo so – dice -. Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente. Però ho una fortuna, che mi viene dai miei 25 anni di carriera”.

La Questione Malagò: Un Accordo Ristretto

La Questione Malagò: Un Accordo Ristretto

Maldini spiega la sua versione dei fatti riguardo al suo breve periodo come dt: “Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc. Tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Nel calcio per me esistono solo due cose: il Milan e la Nazionale. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Rispondo: parliamone”. E ancora: “Mi ha chiesto di diventare presidente del Club Italia. Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano”.

Quanto alle ragioni della rottura: “I patti sono stati rivisti – dice -. Di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Del resto la prima cosa che gli ho chiesto: il ct chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi e io lo avallo. Questo era l’accordo. Poi gli eventi hanno fatto sì che questa cosa cambiasse”.

Anche sul ruolo di Leonardo, advisor della Nazionale, sono state fornite alcune considerazioni.