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Duplantis, il cielo non è il limite: record e nuovi orizzonti

Armand Duplantis continua a riscrivere la storia dell'atletica. Dopo il record mondiale a Uppsala, fissato a 6,31 metri, il giovane svedese si prepara a sfidare il palcoscenico dei Mondiali indoor di Torun, in Polonia, sabato prossimo. Un atleta che sembra danzare sull'asticella, con una facilità che disarma e affascina, e che non si ferma mai alla ricerca di nuovi traguardi.

Un'evoluzione costante, passo dopo passo

Il segreto del successo di Duplantis non risiede solo nel talento innato, ma anche in una meticolosa preparazione e in un costante adattamento. “Per raggiungere altezze sempre maggiori, è fondamentale sviluppare energia e propulsione,” ha spiegato il campione, rivelando i dettagli delle ultime modifiche al suo stile. L'utilizzo di un'asta più rigida e l'allungamento della rincorsa, da 20 a 22 passi, sono solo gli ultimi tasselli di una progressione iniziata quattro stagioni fa.

La differenza, apparentemente minima, dei due passi nella rincorsa, non è affatto casuale. “Non ho dati precisi sulla velocità, ma mi sono sentito molto a mio agio”, ha ammesso Duplantis, sottolineando come ogni piccolo accorgimento possa fare la differenza al livello più alto. Non è solo questione di tecnica, ma di feeling, di ascolto del proprio corpo e di adattamento continuo.

Oltre i 6,40: un obiettivo concreto

Oltre i 6,40: un obiettivo concreto

L'aria è satura di aspettative, alimentate dal recente record. Riuscirà Duplantis a superare i 6,40 metri, una soglia ambiziosa che lo avvicinerebbe ulteriormente al primato di Sergei Bubka? “Ho ancora margine di miglioramento, ne sono convinto, ma è difficile quantificarlo con precisione,” risponde il campione, concentrato sul presente e sul processo di miglioramento continuo. Piuttosto che inseguire numeri e statistiche, Duplantis preferisce concentrarsi sulla gara, spingendo al massimo e superando i propri limiti.

Ma al di là dei numeri, cosa significa per Duplantis un salto come quello di Berlino 2018, quando a soli 18 anni conquistò l'oro agli Europei superando i sei metri? “Quel salto è stato speciale, mi ha cambiato la vita,” confessa, ricordando un momento indimenticabile che ha segnato l'inizio della sua ascesa verso la vetta del mondo. Un ricordo che lo sprona a dare sempre il massimo, a onorare la passione e il sacrificio che lo hanno portato fin qui.

La recente prestazione di Karalis, con un salto a 6,17, ha stimolato Duplantis a superare i propri confini. “Ero sul divano quando ho visto il suo salto. Una cosa fuori dall’ordinario, forse mi ha spinto a cambiare qualcosa,” ammette il campione, riconoscendo l'importanza della competizione e dell'ispirazione reciproca. Anche la rivalità, a volte silenziosa, può essere un motore potente per la crescita.

Torun: un palcoscenico speciale

Torun: un palcoscenico speciale

Sabato, Duplantis tornerà a competere a Torun, lo stadio dove nel 2021 firmò il suo primo record mondiale indoor. Un luogo carico di ricordi ed emozioni. “È un posto speciale, il primo record non si dimentica mai,” afferma il campione, consapevole del significato simbolico di questo ritorno. Ricorda ancora l'atmosfera surreale del periodo Covid, con gli stadi vuoti e l'assenza del pubblico. “Lì ho capito quale sia l’essenza dello Sport: unire la gente, i popoli. Se non c’è questa connessione, tutto diventa piatto.”

E in tutto questo, chi sono le persone che rendono felice il campione? “Desiré, la mia fidanzata, la mia famiglia, i miei amici.” Un sostegno fondamentale, che va oltre il campo e che contribuisce a creare un ambiente sereno e stimolante.

Duplantis non guarda troppo lontano, non si lascia distrarre dai record passati o futuri. Il suo obiettivo è chiaro: essere sempre la migliore versione di se stesso, un atleta in continua evoluzione, capace di superare i propri limiti e di emozionare il pubblico. E a Torun, sabato prossimo, il mondo intero sarà con gli occhi puntati su di lui.