Barella: 'vincere è un obbligo, ma a 29 anni gioco più furbo'
Nicolò Barella, centrocampista nerazzurro, si apre in un’intervista esclusiva dal ritiro di Donaueschingen, tracciando un bilancio del suo percorso all’Inter e delineando gli obiettivi per la prossima stagione. Parole chiare, pragmatiche e intrise di una maturità che va oltre i 29 anni appena compiuti.
Un’età nuova, un gioco diverso
L’ex Cagliari non nasconde: il corpo risponde diversamente. “A 29 anni sarò più conservativo,” ammette, consapevole che l’intensità a cui ha giocato fino ad ora dovrà essere gestita con maggiore intelligenza. Non un cambio di mentalità, ma un’evoluzione tattica, un ‘gioco più furbo’, come lo definisce lui stesso, sfruttando la copertura dei suoi compagni per preservare energie e direzionare il gioco con maggiore ponderazione. “Il nostro modo di giocare, con i quinti che ci aiutano a buttare avanti, me lo permette,” sottolinea, consapevole di poter contare su un sistema ben oliato.

Il peso della leadership e l'esempio per i giovani
Barella, dal giovane da scoprire al pilastro della squadra, ora si ritrova a fare da guida per i più giovani. Non si definisce un 'esempio', ma piuttosto una 'fonte di ispirazione', sempre pronto a condividere la sua esperienza. Un ruolo che assume con naturalezza, forte di sette anni trascorsi a vestire la maglia nerazzurra. Il caso di Pio Esposito, talento 2005 sotto i riflettori, è emblematico: “Quando sei giovane e ti trattano come un dio, poi, sbagliando, vieni criticato. Non è semplice, soprattutto in un calcio come quello italiano, con la Nazionale che non sta andando bene. Ma lo conosco bene e so che sa gestirle.”

Stankovic, un ritorno inaspettato e promettente
Il ritorno di Alek Stankovic è un’altra nota positiva emersa dal ritiro. “Alek è sempre stato un ragazzo maturo, ma ora ancora di più,” afferma Barella, sottolineando la crescita del giovane centrocampista durante la sua esperienza lontano da Milano. “Ha grandi qualità e sono sicuro che in stagione ci darà una mano.” Un parere condiviso anche per Massolo, descritto come un giocatore con “grandissima fisicità e buonissima tecnica”, un mix raro e prezioso.

L'obiettivo: ripetere il double e puntare alla champions
L'ambizione è chiara: ripetere il Double conquistato la scorsa stagione e, soprattutto, fare meglio in Champions League, un obiettivo che tormenta Barella da due anni. “Se le dico Champions League, qual è il primo pensiero? Rispondo con un’altra parola: sogno,” confessa, rivelando il suo desiderio più grande. Consapevole dello sforzo extra che l’Inter deve fare rispetto alle big europee che spendono cifre astronomiche, Barella ribadisce la fiducia nel gioco, nelle idee e nella voglia di arrivare che hanno sempre contraddistinto la squadra nerazzurra. “Da quando sono arrivato all’Inter, l’obiettivo è sempre stato vincere,” conclude, con la determinazione di chi sa che la strada per la gloria è ancora lunga e piena di ostacoli.