David di donatello 2026: arisa e santamaria brillano, ma pianura trionfa
La cerimonia dei David di Donatello 2026, svoltasi ieri sera a Cinecittà e trasmessa in diretta su Rai 1, ha regalato emozioni forti e qualche sorpresa amara. Mentre il red carpet si infiammava con gli abiti scintillanti di Arisa e la classe innata di Matilda De Angelis, la serata si è conclusa con un unico, inequivocabile vincitore: Le città di Pianura di Francesco Sossai, che ha conquistato la maggior parte delle statue, mentre Paolo Sorrentino e La Grazia sono tornati a casa a mani vuote.

Un omaggio al cinema e una serata tra luci e ombre
La conduzione affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti ha cercato di tenere alto il ritmo, seppur tra i numerosi ringraziamenti e le inevitabili allusioni alle difficoltà del settore, tra tax credit controversi e le tensioni internazionali che hanno un impatto anche sul mondo del cinema. L’apertura della serata, con l’omaggio al grande schermo firmato da Annalisa, ha creato un’atmosfera carica di aspettative, ma è stato il momento di Aurora Quattrocchi, premiata come migliore attrice protagonista per Gioia Mia, a catalizzare l’attenzione di tutti, con una commozione che ha commosso il pubblico presente e gli spettatori a casa.
Un’emozione palpabile ha pervaso la sala quando l'attrice ottantatreenne ha ricevuto il suo primo David di Donatello, un riconoscimento meritato per una carriera costellata di successi. Ma al di là dei premi individuali, la serata ha sottolineato le sfide che il cinema italiano si trova ad affrontare, con un dibattito latente sulle politiche di sostegno e la necessità di una maggiore attenzione alle nuove generazioni di artisti.
Claudio Santamaria, con la sua scelta di un abito elegante e scuro, ha rappresentato un contrasto con l'esplosione di colori del red carpet, dimostrando ancora una volta il suo stile impeccabile. La vittoria di Le città di Pianura, però, ha lasciato l'amaro in bocca a molti, soprattutto a chi puntava sulla pellicola di Sorrentino. La sua assenza di premi, infatti, è stata percepita come una netta battuta d'arresto per un regista di talento, capace di lasciare un segno indelebile nel panorama cinematografico italiano. La serata, comunque, ha confermato la vitalità del cinema italiano, capace di emozionare, far riflettere e, soprattutto, di raccontare storie che ci riguardano tutti.