Guardiola: «ho smesso di allenare, ora voglio scoprire chi sono»
Pep Guardiola, uno dei tecnici più vincenti e rivoluzionari del calcio moderno, ha lasciato il Manchester City dopo una stagione trionfale. Ma cosa farà adesso il genio della Catalogna? In un'intervista inaspettata a Okx, la piattaforma di criptovalute, Guardiola ha rivelato i suoi piani: una pausa necessaria per riscoprire se stesso, lontano dai riflettori e dalla pressione delle panchine.

Un nuovo capitolo, lontano dal campo
Dopo anni di successi in Spagna, Germania e Inghilterra, Guardiola ha deciso di prendersi una pausa. «Mentalmente non mi manca nulla», ha dichiarato. «Non penso che dovrò ricominciare tutto da capo tra due settimane o un mese. Sto semplicemente cercando di capire quale sarà un po' la mia vita». La decisione, lungamente meditata, è dovuta anche alla necessità di dedicare più tempo alla famiglia: «Voglio vedere molto di più i miei figli, mio padre ha 95 anni ed è ancora qui… non sono più un giovanotto, ho 56 anni e la prospettiva cambia un po'».
La pausa permette a Guardiola di esplorare nuovi interessi, lontano dal mondo del calcio che lo ha visto protagonista per quasi vent'anni. «Ho iniziato ad allenare quando avevo 37 anni e tutta la mia vita è stata legata al calcio», ha spiegato. «Allora perché non provare a scoprire la vita, a essere felice o a sentirmi completo come essere umano, facendo anche altre cose?». Una riflessione profonda, che dimostra la maturità di un uomo che ha raggiunto l'apice del successo e ora desidera trovare nuovi stimoli.
Nonostante la pausa, Guardiola non esclude un ritorno in panchina. «Forse tornerò ad allenare. Ma devo sentirlo. Devo sentire che mi manca, che ne ho bisogno. Forse un giorno mi sveglierò e dirò, ok, voglio tornare. Ma ora non lo sento». Un futuro incerto, ma ricco di potenzialità, per uno dei più grandi allenatori di tutti i tempi, che ora si concede il lusso di guardare oltre il pallone.